apr
23
2013

Dicono di noi: I food share su Letteradonna.it

Dopo aver conquistato tutto il mondo, arriva in Italia il food-sharing, la condivisione di cibo in eccesso non solo per aiutare chi è più bisognoso, ma anche per imparare a gestire e a evitare gli sprechi alimentari. Nasce così «I food share», la prima piattaforma italiana su Internet che offre prodotti alimentari in eccedenza in modo gratuito. Il progetto è stato creato a Caltagirone da quattro giovani di età compresa tra i 25 e i 35 anni. Alla base una associazione non profit che, in tempi di crisi, mira a portare un po’ di solidarietà tra cittadini, sfruttando le altissime potenzialità della Rete nel connettere singole persone tra loro o con enti e associazioni.
COME FUNZIONA
Il meccanismo è molto semplice: il sito (www.ifoodshare.org), online dallo scorso febbraio, prevede una registrazione gratuita nell’apposita area e  permette di creare una sorta di cestino virtuale dove inserire gli alimenti che si vogliono donare. Qualora invece si voglia beneficiare di qualche donazione, dopo aver controllato la disponibilità della zona, i cittadini possono prenotare i prodotti offerti. Questi vengono poi eliminati dall’elenco dei beni a disposizione e, infine, viene organizzata la consegna.
UN AIUTO ALIMENTARE
Attualmente sono disponibili 16 ceste alimentari contenenti acqua, pasta, polenta, caffè e altri cibi, la maggior parte provenienti dalla Sicilia, ma anche da Cassano Magnago, in provincia di Varese, da Porto Recanati e Cosenza, segno che l’iniziativa si sta diffondendo. È fruibile da comuni cittadini, ma anche da enti, associazioni, parrocchie, fino alla grande e piccola distribuzione, passando per le aziende agricole. Da quando è nato il servizio sono circa 40 le persone che hanno chiesto e ottenuto un aiuto alimentare.
SPRECHI E MANCANZE
Il progetto parte da uno studio della FAO pubblicato nel 2011 sulla perdita e sullo spreco di cibo: a livello mondiale circa un terzo degli alimenti prodotti ogni anno – grosso modo 1,3 miliardi di tonnellate – va perduto o sprecato. Il paradosso sta nel numero sempre crescente di persone che fatica a sfamarsi. Così «I food share» prova a porre un freno allo sperpero di risorse, lanciando un progetto che si fonda sullo scambio solidale del bene primario, il cibo, partendo dall’idea che il diritto all’alimentazione è un diritto inviolabile di ogni essere umano.
CITTADINI ATTIVI
In generale, comunque, la novità è nella Rete e nell’utilizzo del web per tentare di coinvolgere il più ampio numero di persone possibile. I cittadini possono agire attivamente sia donando o richiedendo il cibo, ma anche mantenendo un atteggiamento da consumatore più consapevole, cercando ad esempio di evitare di comprare più cibo del necessario.
SE LO SPRECO DIVENTA RISORSA
Come spiegano Elisabetta Di Benedetto e Daniela Lirosi, due ragazze del gruppo fondatore, «in questo modo il territorio si fa carico dei suoi bisogni e la piattaforma è solo un tramite tra persone». Al momento, il progetto sta cercando di crescere e allargarsi, anche attraverso la grande distribuzione, ma, come precisano le promotrici, «tutto deve partire dal singolo, per questo chiediamo di iscriversi a persone di tutta Italia».

Fonte: letteradonna.it

http://alimentazione.letteradonna.it/31116/food-share-il-cibo-e-condivisione/

apr
19
2013

22 aprile 2013. Giornata della Terra: risparmi ed ecosostenibilità

 

 

La Giornata della Terra è il nome usato per indicare il giorno in cui si celebra l’ambiente e la salvaguardia del pianeta Terra. Le nazioni Unite celebrano questa festa ogni anno, un mese e due giorni dopo l’equinozio di primavera, il 22 aprile. La celebrazione che vuole coinvolgere più nazioni possibili, ad oggi coinvolge precisamente 175 paesi. Nata il 22 aprile 1970 per sottolineare la necessità della conservazione delle risorse naturali della Terra. Come movimento universitario, nel tempo, la Giornata della Terra è divenuta un avvenimento educativo ed informativo. I gruppi ecologisti lo utilizzano come occasione per valutare le problematiche del pianeta: l’inquinamento di aria, acqua e suolo, la distruzione degli ecosistemi, le migliaia di piante e specie animali che scompaiono, e l’esaurimento delle risorse non rinnovabili. Si insiste in soluzioni che permettano di eliminare gli effetti negativi delle attività dell’uomo; queste soluzioni includono il riciclo dei materiali, la conservazione delle risorse naturali come il petrolio e i gas fossili, il divieto di utilizzare prodotti chimici dannosi, la cessazione della distruzione di habitat fondamentali come i boschi umidi e la protezione delle specie minacciate.

 I food share è cultura della solidarietà che si fonda sullo scambio solidale del bene primario, il cibo, fondamento dello sviluppo umano. Il diritto all’alimentazione è un diritto di ogni essere umano come diritto inviolabile.

I food share è condivisione, è partecipazione solidale nel settore dell’alimentazione umana

Fonte: wikipedia e ifoodshare

 

 

 

apr
5
2013

Dicono di Noi. Ifoodshare.org su WISE SOCIETY peaple for the future

http://wisesociety.it/alimentazione/nasce-il-sito-ifoodshare-per-donare-il-cibo-che-avanza/

Grazie alla stampa che ci aiuta a promuovere la prima piattaforma web italiana di condivisione on line del cibo in eccedenza. In tempo di crisi: il risparmio e l'ottimizzazione delle risorse esauribili del pianeta è un affare che ci appartiene.

Condividi on line cibo in eccedenza e fai partire il tuo ifoodshare nel tuo territorio.

ifoodshare.org

apr
3
2013

Dicono di Noi. Ifoodshare.org su nonsperecare.it

Ringraziamo "nonsprecare.it" del bellissimo video che hanno pubblicato vale la pena vederlo e ovviamente MILLE GRAZIE per averci menzionato, condividendo con i loro utenti la nostra iniziativa... I FOOD SHARE può diventare una bellissima realtà di condivisione.....GRAZIE... :-) :-) 

http://www.nonsprecare.it/web-e-condivisione-contro-gli-sprechi-di-cibo/

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