mag
23
2013

Ifoodshare è condivisione, è partecipazione solidale nel settore dell’alimentazione umana.

il vento africano che sta soffiando a Sud ci ricorda quanto siamo vicini quanto possiamo condividere e quanto la natura ci fa sentire vicini gli uni gli altri...nei momenti di crisi i popoli lottando, inventano e scoprono nuove forma di condivisione...
IFOODSHARE.ORG il primo web di condivisione on line di cibo in eccedenza...registrati come volontario, donatore e offri il surplus prodotto dalla tua attività (bar, panificio, ristorazione, supermarket) a scopi solidali...contattaci tramite ifoodshare.org o al nostro numero dedicato.
Insieme possiamo attivare le reti di recupero in ogni territorio.
Dal sud non possiamo soffiare questo vento d'Africa a Nord ma possiamo inviarvi delle note dolci dal sapore d'Africa

Grazie a tutti

staff ifoodshare.org 
http://www.youtube.com/watch?v=MTeT9edYgk0

 

mag
17
2013

Ifoodshare e Coworking Palermo 18 maggio. Mettere in comune per combattere impoverimento e precarietà.

I foodshare partecipa per la prima volta a una manifestazione pubblica con la rete di Palermo Cowork per un meeting dedicato alle politiche di sostenibilità e sviluppo territoriale. Veniteci a trovare presso il nostro stand giorno 18 Maggio presso i Cantieri la Zisa di Palermo.

Mettere in comune per combattere impoverimento e precarietà. 18 Maggio Palermo 

Mettere in comune beni materiali, spazi, tempo e competenze può essere oggi una risposta concreta all’impoverimento, alla crisi, alla precarizzazione? E se si, come?

Sono queste alcune delle domande alle quali il Consiglio d’Europa – Divisione Coesione Sociale, Ricerca e Previsioni sta cercando di rispondere con i progetti SPIRAL e RESPONDING TOGETHER.

L’obiettivo è  agevolare la creazione di percorsi comuni tra cittadinanza e istituzioni pubbliche per legittimare, valorizzare e sperimentare pratiche collaborative, messa in comune di risorse, lotta allo spreco.

In questo percorso si inserisce l’organizzazione a Palermo dell’iniziativa patrocinata dal Comune di Palermo “METTERE IN COMUNE per combattere impoverimento e precarietà. Pratiche di cittadinanza e amministrazioni a confronto” promosso dal Consiglio d’Europa con la collaborazione di CLAC e Re Federico Coworking.

Il 17 maggio nel pomeriggio si discuterà e il 18 maggio tutto il giorno, ai Cantieri Culturali alla Zisa, si lavorerà in workshop cui prenderanno parte cittadini che praticano la messa in comune di beni e risorse insieme con le istituzioni territoriali (Comuni e Regione).

Il progetto METTERE IN COMUNE mira a legittimare e valorizzare quelle azioni concrete e quelle pratiche innovative che diventano impegno comune, in differenti contesti e in diversi campi d’azione, per affrontare  la precarizzazione economica ed esistenziale in aumento.

A partire dall’individuazione, dalla mappatura e dall’incontro di alcune realtà che stanno sperimentando, ad esempio, forme di co-gestione di spazi, co-produzione o condivisione di beni materiali e immateriali, scambio di conoscenze e servizi, modalità innovative di mutualismo e attivazione democratica, ecc., il progetto vuole costruire un momento di confronto di queste esperienze tra loro e con le differenti amministrazioni del territorio, con lo scopo di implementarle, legittimarle e renderle riproducibili.

Fonte: ifoodshare.org

 

mag
15
2013

Riduzione spreco alimentare e condivisione eccedenze: ifoodshare.org

 

Tonnellate di cibo in eccedenza, ecco come ridurre lo spreco: un libro racconta i processi dello spreco alimentare e il suo mancato utilizzo a scopi solidali. Ifoodshare.org è il primo web italiano gratuito di condivisione del cibo in eccedenza che parte dalla dispensa di casa e dall'invenduto della GDS e della produzione agroalimentare.

DAR DA MANGIARE AGLI AFFAMATI di Paola Garrone, Marco Melacini e Alessandro Perego. Sei milioni di tonnellate, il 17 per cento dei consumi alimentari annui: sono i numeri che in Italia rappresentano le eccedenze generate nella filiera agro-alimentare e costituiscono una sfida per chi si interroga su come alleviare la povertà alimentare e per chi si impegna ad aiutare quanti ne soffrono. Si tratta di un numero in continua crescita, che rende ancora più drammatica la situazione a fronte di una crisi che non sembra destinata a risolversi in tempi brevi. Quando le eccedenze non sono recuperate per soddisfare le esigenze alimentari delle persone, diventano spreco, almeno dal punto di vista sociale. Al tempo stesso, non tutte le eccedenze sono eliminabili all'origine; esse sono dunque un'opportunità per ridurre l'insicurezza alimentare.

Il volume “Dar da mangiare agli affamati. Le eccedenze alimentari come opportunità” (Guerini e Associati editore, 2012) redatto da tre studiosi del Politecnico di Milano, illustra i risultati di un primo tentativo di fornire una visione d'insieme del fenomeno dell'eccedenza alimentare e dello spreco nei diversi stadi della filiera agro-alimentare italiana. Il volume presenta inoltre le modalità di gestione che permettono di ridurre lo spreco e di destinare le eccedenze alla rete di food bank ed enti caritativi.
 
L'eccedenza alimentare è dunque contemporaneamente una ricchezza ed uno spreco. E' una ricchezza perché testimonia che esistono risorse disponibili per soddisfare il bisogno degli indigenti. E' uno spreco perché buona parte di questa eccedenza non viene in realtà utilizzata per lo scopo primario (soddisfare le necessità alimentari) e diviene "rifiuto", consumando inutilmente tutte le risorse produttive (campi, acqua, energia, etc.) servite per produrla e lasciando chi ha più bisogno. 
I food share è 


Dar da mangiare agli affamati. Le eccedenze alimentari come opportunità
di Paola Garrone, Marco Melacini e Alessandro Perego
Guerini e Associati editore, 2012
 
Fonte: ifoodshare.org
Fonte: Redattore sociale 

 

 

mag
6
2013

Il tempo della condivisione ifoodshare.org

I food share comincia a prendere piede e ad essere conosciuto ed apprezzato anche in altre città italiane dobbiamo mettere in moto il sistema ifoodshare in altre realtà, è gratuito per tutti i fruitori: donatori e beneficiari, basta veramente poco per attivarsi nel proprio territorio... Attivarsi è molto semplice, donando dalla propria dispensa, facendo girare l'iniziativa tra i propri contatti e cercando dei punti dove far pervenire quanto donato e offerto dal proprio territorio, fai conoscere l'iniziativa ai centri di accoglienza, associazioni locali, Caritas ed enti del tuo territorio. L'Italia è piena di risorse e di solidarietà. Grazie a tutti per il sostegno. Insieme per superare la crisi.

 

Lo staff di ifoodshare.org

apr
23
2013

Dicono di noi: I food share su Letteradonna.it

Dopo aver conquistato tutto il mondo, arriva in Italia il food-sharing, la condivisione di cibo in eccesso non solo per aiutare chi è più bisognoso, ma anche per imparare a gestire e a evitare gli sprechi alimentari. Nasce così «I food share», la prima piattaforma italiana su Internet che offre prodotti alimentari in eccedenza in modo gratuito. Il progetto è stato creato a Caltagirone da quattro giovani di età compresa tra i 25 e i 35 anni. Alla base una associazione non profit che, in tempi di crisi, mira a portare un po’ di solidarietà tra cittadini, sfruttando le altissime potenzialità della Rete nel connettere singole persone tra loro o con enti e associazioni.
COME FUNZIONA
Il meccanismo è molto semplice: il sito (www.ifoodshare.org), online dallo scorso febbraio, prevede una registrazione gratuita nell’apposita area e  permette di creare una sorta di cestino virtuale dove inserire gli alimenti che si vogliono donare. Qualora invece si voglia beneficiare di qualche donazione, dopo aver controllato la disponibilità della zona, i cittadini possono prenotare i prodotti offerti. Questi vengono poi eliminati dall’elenco dei beni a disposizione e, infine, viene organizzata la consegna.
UN AIUTO ALIMENTARE
Attualmente sono disponibili 16 ceste alimentari contenenti acqua, pasta, polenta, caffè e altri cibi, la maggior parte provenienti dalla Sicilia, ma anche da Cassano Magnago, in provincia di Varese, da Porto Recanati e Cosenza, segno che l’iniziativa si sta diffondendo. È fruibile da comuni cittadini, ma anche da enti, associazioni, parrocchie, fino alla grande e piccola distribuzione, passando per le aziende agricole. Da quando è nato il servizio sono circa 40 le persone che hanno chiesto e ottenuto un aiuto alimentare.
SPRECHI E MANCANZE
Il progetto parte da uno studio della FAO pubblicato nel 2011 sulla perdita e sullo spreco di cibo: a livello mondiale circa un terzo degli alimenti prodotti ogni anno – grosso modo 1,3 miliardi di tonnellate – va perduto o sprecato. Il paradosso sta nel numero sempre crescente di persone che fatica a sfamarsi. Così «I food share» prova a porre un freno allo sperpero di risorse, lanciando un progetto che si fonda sullo scambio solidale del bene primario, il cibo, partendo dall’idea che il diritto all’alimentazione è un diritto inviolabile di ogni essere umano.
CITTADINI ATTIVI
In generale, comunque, la novità è nella Rete e nell’utilizzo del web per tentare di coinvolgere il più ampio numero di persone possibile. I cittadini possono agire attivamente sia donando o richiedendo il cibo, ma anche mantenendo un atteggiamento da consumatore più consapevole, cercando ad esempio di evitare di comprare più cibo del necessario.
SE LO SPRECO DIVENTA RISORSA
Come spiegano Elisabetta Di Benedetto e Daniela Lirosi, due ragazze del gruppo fondatore, «in questo modo il territorio si fa carico dei suoi bisogni e la piattaforma è solo un tramite tra persone». Al momento, il progetto sta cercando di crescere e allargarsi, anche attraverso la grande distribuzione, ma, come precisano le promotrici, «tutto deve partire dal singolo, per questo chiediamo di iscriversi a persone di tutta Italia».

Fonte: letteradonna.it

http://alimentazione.letteradonna.it/31116/food-share-il-cibo-e-condivisione/

apr
19
2013

22 aprile 2013. Giornata della Terra: risparmi ed ecosostenibilità

 

 

La Giornata della Terra è il nome usato per indicare il giorno in cui si celebra l’ambiente e la salvaguardia del pianeta Terra. Le nazioni Unite celebrano questa festa ogni anno, un mese e due giorni dopo l’equinozio di primavera, il 22 aprile. La celebrazione che vuole coinvolgere più nazioni possibili, ad oggi coinvolge precisamente 175 paesi. Nata il 22 aprile 1970 per sottolineare la necessità della conservazione delle risorse naturali della Terra. Come movimento universitario, nel tempo, la Giornata della Terra è divenuta un avvenimento educativo ed informativo. I gruppi ecologisti lo utilizzano come occasione per valutare le problematiche del pianeta: l’inquinamento di aria, acqua e suolo, la distruzione degli ecosistemi, le migliaia di piante e specie animali che scompaiono, e l’esaurimento delle risorse non rinnovabili. Si insiste in soluzioni che permettano di eliminare gli effetti negativi delle attività dell’uomo; queste soluzioni includono il riciclo dei materiali, la conservazione delle risorse naturali come il petrolio e i gas fossili, il divieto di utilizzare prodotti chimici dannosi, la cessazione della distruzione di habitat fondamentali come i boschi umidi e la protezione delle specie minacciate.

 I food share è cultura della solidarietà che si fonda sullo scambio solidale del bene primario, il cibo, fondamento dello sviluppo umano. Il diritto all’alimentazione è un diritto di ogni essere umano come diritto inviolabile.

I food share è condivisione, è partecipazione solidale nel settore dell’alimentazione umana

Fonte: wikipedia e ifoodshare

 

 

 

apr
5
2013

Dicono di Noi. Ifoodshare.org su WISE SOCIETY peaple for the future

http://wisesociety.it/alimentazione/nasce-il-sito-ifoodshare-per-donare-il-cibo-che-avanza/

Grazie alla stampa che ci aiuta a promuovere la prima piattaforma web italiana di condivisione on line del cibo in eccedenza. In tempo di crisi: il risparmio e l'ottimizzazione delle risorse esauribili del pianeta è un affare che ci appartiene.

Condividi on line cibo in eccedenza e fai partire il tuo ifoodshare nel tuo territorio.

ifoodshare.org

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