giu
4
2013

I food share partecipa alla giornata mondiale dell’ambiente 5 giugno 2013

 

REGISTRATI per donare il pane quotidiano: Think – Eat – Save

 I food share è uno strumento nuovo, gratuito  e in linea con le nuove tecnologie che permette a qualsiasi cittadino, azienda agricola, grande distribuzione, settore della ristorazione di trovare un partner ideale per ridistribuire beni alimentari  a scopi umanitari negli stessi territori in cui si è creata l’eccedenza alimentare, permettendo alle stesse comunità di ridurre lo spreco alimentare e sostenere una  cultura della solidarietà tra cittadini. La solidarietà diventa la via, l’opportunità contro l’impoverimento sociale ed economico. Esempi di solidarietà: Il pane invenduto messo a disposizione sulla piattaforma ifoodshare.org  dagli stessi panifici/ supermarket, botteghe a fine giornata permette  una condivisione dal basso e una diffusione della cultura della solidarietà tra cittadini che crea coesione sociale, corresponsabilità ed equità. La condivisione implica un rapporto fra pari che insieme vivono delle risorse di questo Pianeta.

  I food share è condivisione solidale nel settore dell’alimentazione umana.  Avviare politiche dal basso che possano ridurre lo spreco alimentare significa crescita e sviluppo economico. 

Fonte: ifoodshare.org

 

 

 

mag
6
2013

Il tempo della condivisione ifoodshare.org

I food share comincia a prendere piede e ad essere conosciuto ed apprezzato anche in altre città italiane dobbiamo mettere in moto il sistema ifoodshare in altre realtà, è gratuito per tutti i fruitori: donatori e beneficiari, basta veramente poco per attivarsi nel proprio territorio... Attivarsi è molto semplice, donando dalla propria dispensa, facendo girare l'iniziativa tra i propri contatti e cercando dei punti dove far pervenire quanto donato e offerto dal proprio territorio, fai conoscere l'iniziativa ai centri di accoglienza, associazioni locali, Caritas ed enti del tuo territorio. L'Italia è piena di risorse e di solidarietà. Grazie a tutti per il sostegno. Insieme per superare la crisi.

 

Lo staff di ifoodshare.org

apr
19
2013

22 aprile 2013. Giornata della Terra: risparmi ed ecosostenibilità

 

 

La Giornata della Terra è il nome usato per indicare il giorno in cui si celebra l’ambiente e la salvaguardia del pianeta Terra. Le nazioni Unite celebrano questa festa ogni anno, un mese e due giorni dopo l’equinozio di primavera, il 22 aprile. La celebrazione che vuole coinvolgere più nazioni possibili, ad oggi coinvolge precisamente 175 paesi. Nata il 22 aprile 1970 per sottolineare la necessità della conservazione delle risorse naturali della Terra. Come movimento universitario, nel tempo, la Giornata della Terra è divenuta un avvenimento educativo ed informativo. I gruppi ecologisti lo utilizzano come occasione per valutare le problematiche del pianeta: l’inquinamento di aria, acqua e suolo, la distruzione degli ecosistemi, le migliaia di piante e specie animali che scompaiono, e l’esaurimento delle risorse non rinnovabili. Si insiste in soluzioni che permettano di eliminare gli effetti negativi delle attività dell’uomo; queste soluzioni includono il riciclo dei materiali, la conservazione delle risorse naturali come il petrolio e i gas fossili, il divieto di utilizzare prodotti chimici dannosi, la cessazione della distruzione di habitat fondamentali come i boschi umidi e la protezione delle specie minacciate.

 I food share è cultura della solidarietà che si fonda sullo scambio solidale del bene primario, il cibo, fondamento dello sviluppo umano. Il diritto all’alimentazione è un diritto di ogni essere umano come diritto inviolabile.

I food share è condivisione, è partecipazione solidale nel settore dell’alimentazione umana

Fonte: wikipedia e ifoodshare

 

 

 

mar
21
2013

Cibo in eccedenza e malnutrizione

 

Per malnutrizione si intende un’alimentazione squilibrata,

quindi può significare sia mangiare troppo sia mangiare

troppo poco. Si usa tuttavia genericamente per indicare

uno stato di sottoalimentazione.

 

Servono tra le 2.000 e le 2.5000 calorie giornaliere per

condurre una vita sana ed attiva.

 

Le calorie in eccesso assunte dagli italiani sarebbero più

che sufficienti a eliminare la fame in Etiopia.

 

Le popolazioni dell’Africa a sud del Sahara hanno la

percentuale più alta di persone che soffrono la fame.

 

Per sicurezza alimentare si intende il libero accesso di tutti

i popoli, in qualsiasi momento, al cibo.

 

Le conseguenze della fame, cioè di un’alimentazione

povera e scarsa, possono essere molto gravi: le persone

muoiono o vivono una vita di stenti, il paese si impoverisce

sempre di più, i bambini non vanno a scuola, l’ambiente si

deteriora.

 

Nel mondo, sempre più persone soffrono d’obesità. È

altissimo anche il numero di quanti sono sottoalimentati.

La sottoalimentazione è quasi sempre collegata alla

povertà: spesso il cibo manca perché c’è la guerra o perché

la siccità ha arso il raccolto o un’alluvione ha sommerso i campi di riso.

 

Aiutaci a sostenere campagne di condivisione on line di cibo per una condivisione quotidiana dei bisogni umani e del diritto all’alimentazione. Ifoodshare.org

Fonte wfg.org - ifoodshare.org

mar
6
2013

I primi della classe nell’industria alimentare e la responsabilità del consumatore

Oxfam lancia l’iniziativa Scopri il Marchio per analizzare le politiche sociali e ambientali delle multinazionali dell’alimentare e avverte: «Le ‘10 Grandi Sorelle’ del cibo fanno ancora troppo poco per tutelare i produttori ed il pianeta, ma i consumatori possono fare la  differenza»

Nato nel quadro della campagna COLTIVA – Il cibo. La vita. Il pianeta, il rapporto di ricerca Scopri il Marchio classifica le politiche adottate dalle 10 maggiori aziende del settore alimentare su 7 tematiche precise: il rispetto dei diritti dei lavoratori e dei contadini impiegati nella loro filiera nei paesi in via di sviluppo; l’attenzione alla tematica di genere; la gestione della terra e dell’acqua utilizzate nel processo produttivo; le politiche di contrasto al cambiamento climatico; la trasparenza adottata dall’azienda nella propria attività. Altre politiche, seppur fondamentali (es. politica sulla nutrizione o sulla lotta all’obesità, le politiche di riduzione dei rifiuti solidi, la politica finanziaria) non sono state invece oggetto di valutazione specifica.

Sulla base di questi temi, la pagella-Scopri il Marchio ha evidenziato come alcune aziende (ABF, Kellogg’s, Mars) siano nettamente più indietro di altre, come Unilever o Nestlé. Tuttavia, nessuna di queste aziende è oggi leader nella lotta alla fame e alla povertà.

Oxfam ha analizzato per un anno e mezzo le politiche delle 10 più grandi aziende alimentari del mondo. Abbiamo scoperto che alcune aziende si sono assunte degli impegni importanti, che meritano un riconoscimento. Tuttavia, nessuna delle 10 maggiori aziende del cibo sta tutelando abbastanza i milioni di uomini e donne che producono e coltivano le loro materie prime, né la terra, l’acqua e l’aria da cui dipende ciò che mangiamo ogni giorno. Eppure le ‘10 Grandi Sorelle’ del cibo guadagnano, complessivamente, un miliardo di dollari al giorno: hanno tutta l’influenza economica, sociale e politica necessaria per fare la differenza nella lotta alla fame e alla povertà globale”, ha aggiunto Elisa Bacciotti.

“Abbiamo voluto analizzare le politiche delle maggiori aziende dell’alimentare perché conoscendole, consumatori e produttori possono cominciare a valutare l’operato di queste aziende, e chiedere loro di fare di più per il bene comune”, dichiara Roberto Barbieri,  Direttore Generale di Oxfam Italia.

Per questo la campagna COLTIVA – Scopri il Marchio lancia la sua prima azione pubblica rivolta ai consumatori, esortandoli a chiedere ai tre giganti del cioccolato – Nestlé, Mondelez e Mars – di proteggere di più le donne che lavorano nella filiera del cacao, realizzando un piano di azione per affrontare il problema della diseguaglianza femminile e promuovendo il loro accesso al credito, alla formazione e a migliori opportunità lavorative.

E’questo che chiediamo ai consumatori: non di smettere di comprare i prodotti che amano, ma di sollecitare alle aziende a comportarsi in modo da restare all’altezza delle loro aspettative. E’ l’enorme potere che abbiamo tutti noi: il potere di tante piccole azioni che contribuiscono a un grande cambiamento.

Fonte oxfam Italia

mar
6
2013

Gli sprechi e gli affamati

 

 

870 milioni di persone, nel mondo, oggi, soffrono la 870 milioni di persone, nel mondo, oggi, soffrono la fame. Circa una persona su sei non ha abbastanza cibo per condurre una vita sana ed attiva. A livello mondiale,  il rischio maggiore per la salute degli individui è rappresentato dalla fame e dalla malnutrizione, più che dall’azione combinata di AIDS, malaria e turbercolosi.

Le principali cause della fame sono i disastri naturali, i conflitti, la povertà endemica, l’assoluta scarsità di infrastrutture per l’agricoltura e lo sfruttamento eccessivo dell’ambiente. Inoltre, per effetto della recente crisi economica e finanziaria, un numero maggiore di persone soffre la fame.

La fame non significa solamente mancanza reale di cibo. Essa si manifesta anche in forme più nascoste. La mancanza di micronutrienti, ad esempio, espone le persone a contrarre più facilmente le malattie infettive, impedisce un’adeguato sviluppo fisico e mentale, riduce la produttività nel lavoro e aumenta il rischio di morte prematura.

La fame non colpisce solamente gli individui ma mina anche le potenzialità  economiche dei paesi in via di sviluppo. Gli economisti stimano che ogni bambino il cui sviluppo mentale e fisico sia alterato dalla fame e dalla denutrizione, ha una minore capacità di generare reddito, nel corso della sua vita, che varia tra il 5 e il 10 per cento.

Tra gli Obiettivi di Sviluppo per il Millennio, stabiliti dalle Nazioni Unite per il XXI secolo, al primo posto vi è il dimezzare la proporzione del numero degli affamati. Nonostante i progressi compiuti nella riduzione della fame cronica  nel corso di tutti gli anni Ottanta e nella prima metà dei Novanta,  nell’ultimo decennio si è registrato un lento ma costante aumento della fame.

Fonte: wfp.org

feb
22
2013

Diritto all'alimentazione

Art. 11  Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali, "riconoscono il diritto di ogni individuo ad un livello di vita adeguato per sé e per la loro famiglia, che includa un’alimentazione adeguata […] nonché il miglioramento continuo delle proprie condizioni di vita"

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